IL PESO DELLA SARACINESCA

Questo è un mio articolo scritto ad hoc per una rivista che si occupa di Finanza ed Economia. Ci tenevo a proporlo anche sul mio blog.

Crisi Economica

Amarezza, delusione e sconforto, questo è ciò che prova la maggior parte degli imprenditori italiani al giorno d’oggi, che tra tasse e imposte, crediti da riscuotere e debiti da pagare non sa più dove sbattere la testa. Un peso che un titolare di impresa (piccola, media o grande) non può più sostenere.

Nel primo trimestre del 2012 si contano ben 146 mila aziende che hanno chiuso i battenti. Un segnale sconfortante, che aggiornato all’anno scorso diventa un numero ancora più empirico, circa 260 mila imprese dall’inizio della crisi. Le più colpite risultano quelle di medie/grandi dimensioni che in passato si sono esposte fortemente sul mercato finanziario. La disoccupazione incrementa di pari passo con la chiusura delle aziende; ad ottobre dello scorso anno l’Istat ha rilevato un tasso di disoccupazione che supera il 10% e il 36% per quanto riguarda l’inattività giovanile, un record negativo impressionante.

In Italia chiudono circa 1000 imprese al giorno e la motivazione principale è la pressione fiscale, pari al 68%, la più alta in Europa e non solo, anche a confronto dei grandi Paesi extra UE. Ci troviamo a dover subire una fiscalità soffocante per qualsiasi imprenditore, che sommato ai problemi dovuti alla crisi economica causano un malessere generale che porta alla chiusura delle aziende e al blocco del lavoro.

Come si può ben vedere dai grafici, (Anno 2011), l’Italia si trova in testa tra i paesi più “pressati” dal punto di vista fiscale. Senza contare le nuove tasse come l’IMU (trasformata in TASI), le nuove accise sul carburante e l’incremento dell’Iva.

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Questi problemi fiscali sono oltretutto costellati da una serie di grattacapi per l’imprenditore, come la difficoltà a reperire credito, sia dalle banche (prestito, fido, finanziamento), sia dai propri clienti, che avendo anch’essi difficoltà economiche non riescono ad adempiere ai propri doveri (pagamento delle fatture) con regolarità e i fornitori reclamano, creando tensioni e disagi. Con questi presupposti l’unica cosa che si crea è un circolo vizioso dal quale ad oggi è impossibile uscire.  Lo Stato deve provvedere a costruire una strategia concreta per risolvere la situazione.

La saracinesca che ogni giorno milioni di imprenditori alza sta diventando sempre più pesante e se si continuerà di questo passo finirà per schiacciare loro e di conseguenza tutti noi. Il peso non è più sostenibile ed è per questo che non possiamo più andare avanti cosi. L’Italia e l’Unione Europea , devono trovare una soluzione per garantire ad ogni cittadino una vita dove “si vive davvero” e non dove si cerca un parziale sostentamento, dove la sopravvivenza diventa e rasenta l’impossibilità di sorridere, di vivere in serenità e di raggiungere i propri sogni.

LA DISOCCUPAZIONE IN EUROPA – La disoccupazione giovanile continua a crescere, non solo nel nostro paese ma in tutta l’Unione Europea, questo è un dato che spaventa molto gli stati membri, i ragazzi che hanno finito il loro percorso formativo sia questo conclusosi con il Diploma oppure con la Laurea, non riescono a trovare un lavoro nella maggior parte dei casi.

Il tasso percentuale della disoccupazione giovanile europea è salito dal 15% nel 2008 ad un allarmante 22,5% segnalato a luglio di quest’anno, un aumento del  50% in meno di quattro anni. I tassi più preoccupanti si trovano in Spagna e in Grecia con oltre il 50% di giovani disoccupati (rispettivamente il 52.9% e il 53.8%) e successivamente in Slovacchia con circa il 38%, Italia e Portogallo con il 36% e segue l’Irlanda con il 30%. L’alterego positivo nell’unione Europea lo troviamo in Austria con il 4%, in Olanda con il 5.1% e segue con 5.4%, il Lussemburgo e  la Germania con un tasso percentuale pari a 5.6%.

L’Euro crisi potrebbe iniziare ad aver una svolta positiva dando spazio ai giovani cercando di dare un cambio generazionale in ambito lavorativo che possa permettere di compiere passi in avanti nella soluzione della crisi economica.

IL MODELLO SCANDINAVO – L’unione Europea vuole cercare di mettersi in linea con i paesi nordici quali Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia, che adottano un sistema dove si garantisce un lavoro al giovane che finisce il suo percorso di studi, se il giovane non trova lavoro presso le aziende lo Stato interviene investendo nel giovane, sovvenzionando le imprese ad assumerlo, oppure l’alternativa è quella di offrire al giovane un ulteriore percorso formativo a spese dello Stato quindi totalmente gratuito per il ragazzo, cosi da renderlo maggiormente interessante e appetibile agli occhi delle aziende.

Questo modello è stato introdotto nei paesi Scandinavi nei primi anni ’90 e ha permesso su tutti alla Finlandia di far entrare nel mondo del lavoro più dell’80% dei ragazzi under 25, è evidente come questo modello abbia permesso una crescita formativa della maggior parte dei giovani dando un beneficio notevole alle aziende e una crescita del paese stesso che ha visto ricompensati i suoi sforzi ampliando notevolmente i soggetti da cui riscuotere gettito tributario e di conseguenza diminuendo fino all’osso la percentuale di disoccupazione. Questa strategia porterebbe all’Unione Europea ottimi benefici che potranno dare l’input per la soluzione dell’ Euro crisi, certamente è un lavoro lungo e non immediato ma le possibilità di crescita per un‘entità come l’Unione Europea possono far ben sperare, ma come hanno fatto i paesi scandinavi bisogna unire le forze e mettersi il prima possibile al lavoro mettendo le basi per costruire e pianificare una strategia che sia vincente.

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La saracinesca che ogni giorno milioni e milioni di imprenditori alza sta diventando sempre più pesante e se si continuerà con questo passo finirà per schiacciarci, il peso non è più sostenbile ed è per questo che non possiamo più andare avanti cosi .L’Italia e più in grande l’Unione Europea , devono trovare una soluzione per garantire ad ogni cittadino una vita dove si vive davvero e non un parziale sostentamento dove la sopravvivenza diventa e rasenta l’impossibilità di sorridere e di vivere in serenità, cercando di raggiungere i propri sogni.

Fabio Fagnani

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