Alla Ricerca di Dory: si può fare di più [Recensione]

Ho visto “Alla Ricerca di Dory” pensando che potesse essere almeno tanto bello quanto il suo predecessore, ovverosia “Alla Ricerca di Nemo” e quindi le mie aspettative erano tendenzialmente alte. Devo ammettere che il film, però, non le ha rispecchiate a pieno.

La Trama

La trama è semplice: Dory soffre di perdita di memoria a breve termine sin dalla nascita e nonostante i suoi genitori cerchino di crescerla in modo tale da essere autonoma, la sua facile distrazione e la sua rara patologia la portano ad allontanarsi da casa, finendo nell’acque profonde e infinite dell’Oceano. Il film inizia come “Alla Ricerca di Nemo” per poi arrivare molto velocemente al tempo “presente” con Dory che sbatte la testa e “ricorda” a tratti il suo passato e ricorda di avere dei genitori: da qui la piccola pesciolina inizierà la disperata ricerca dei suoi cari che la porterà ad affrontare mille avventure.

Recensione

Senza fare spoiler. Alla Ricerca di Dory è un film ben realizzato e sempre attento a cercare di armonizzare il film su due filoni, quello per bambini, con la risata semplice e molti animali differenti e colorati e quello per gli adulti, con frecciate alla società ed emozionanti discorsi da parte dei personaggi principali.

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