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Tutti i miei Articoli, più o meno quando mi ricordo di postarli.

The Life of Antonio Conte

È semplicemente passione, dedizione e voglia di vincere. È semplicemente essere se stessi. L’esultanza di Antonio Conte, la corsa pazza, agitata e frenetica verso i tifosi e l’abbraccio dopo il gol che significa Premier League.

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Chi ha inventato la Sostituzione

Provate a immaginare un calcio in cui si entra in campo in undici e si esce dal campo con gli stessi uomini che hanno iniziato il match 90 minuti prima.

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Ti odio Gerrard. Ti amo Steven.

Una carriera lunga, bella, soddisfacente. Per molti sei stato una bandiera, un campione, per tanti un eroe, per altri un maledetto stronzo capace di un miracolo che nessuno si sarebbe mai aspettato. Ti ho sempre stimato ma quella sera del 25 maggio del 2005, a Istanbul, si giocava la 50° edizione della Champions League. Milan contro Liverpool.
Un primo tempo stratosferico per i rossoneri. Io avevo 13 anni. Avevo appena terminato un torneo a Bergamo con la mia squadra di calcio. Dopo la doccia corsi fuori dai miei genitori che per l’occasione erano venuti in trasferta con me «quanto fa il Milan?» chiesi con il sorriso sulle labbra. Ero convinto che quella squadra fosse fortissima e lo era davvero. «1-0 gol di Paolino» rispose mio padre. Io mi ricordo che mi voltai e mi asciugai una lacrima, ma era presto. Maledettamente presto.

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Giorno della Memoria: chi era Arpad Weisz

Ricordare è giusto. Ricordare è doveroso. Oggi è il giorno della memoria, un giorno per non dimenticare quello che è successo, quello che è stato, per cercare di non ripetere mai, mai più, quello che è accaduto nel centro dell’Europa. Il mondo dello sport, del calcio soprattutto, ricorda un personaggio, un uomo e la sua famiglia che da vincitore in un campo di calcio, da allenatore dell’Alessandria alla panchina dell’Inter, grazie alla volontà dell’imprenditore, detto il Senatur, Giuseppe Cesare Borletti, ha finito la sua corsa in un altro campo, quello di concentramento. Si chiamava Arpad Weisz, nato a Solt, in Ungheria.

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Numero 1 da 39 anni

Nascere, crescere e rimanere numeri 1, è possibile? Si, se ti chiami Gianluigi Buffon. Qualche giorno fa è stato il suo compleanno, 39 anni suonati. Quanto è difficile rimanere al vertice del calcio mondiale per 20 anni? Troppo. Nemmeno possiamo immaginarlo, noi umani. Si, perché lui umano non è.

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Non pensare troppo, alla fine dei conti non siamo che umani #DontCallMeNerd

Vi siete mai sentiti soli? Isolati? Avete mai avuto quella sensazione di smarrimento? Quando c’è qualcosa che vi turba, che non vi permette di andare avanti. Che non vi fa vivere tranquillamente, vi appesantisce la quotidianità tanto da perdere il controllo? Questa è forse una delle costanti della nostra vita.

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Ancora una pioggia di sconfitte. Bene solo il Gaggiano!

Ultima giornata di gennaio, la terza del girone di ritorno, per le nostre squadre. Diciamoci la verità: le cose non stanno per niente andando per il verso giusto. Mediamente, le squadre dell’hinterland del sud ovest milanese non sono riuscite fino a questo momento ad essere tra le migliori, tranne l’Assago che sta facendo, in Promozione, un campionato a sé. I ricordi, quelli fanno male: di un Trezzano in Serie D, di un Corsico granata che riusciva a battere Milan e Inter, così per dire, e altri risultati che ad oggi sembrano davvero impossibili.

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Split: il film di Shyamalan è di grande qualità ma la psicologia si lamenta

Split è uscito nelle sale cinematografiche italiane giovedì 26 gennaio. È passato un po’ in sordina, sottovalutato da molti, non da tutti certo ma massacrato da La La Land che ha preso il sopravvento nelle sale di tutto il mondo. Split è stato apprezzato soprattutto da chi ama il regista americano, nato in India, e chi ama il genere thriller psicologico e, per fortuna, non sono cosi pochi.

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